domenica 15 maggio 2011

Sul Counseling


Attraverso la mia esperienza di formazione teorica e pratica, nonchè quella all'interno del gruppo e negli incontri individuali di ArtCounseling, credo che questo passo del libro "Arteterapie e Counseling espressivo" di Edoardo Giusti e Isabella Piombo, possa considerarsi come una sorta di stargate, una porta d'accesso verso l'esplicitarsi degli aspetti, forse più importanti, di questa professione:
"Un'attività spesso ludica e sorridente ma che, mano nella mano, permette al terapeuta di accompagnare la persona alla scoperta di se stessa: è un viaggio talora pauroso ed impegnativo, ma nel contempo affascinante e divertente."
Vi è racchiuso un mondo fatto anche di poesia, di intimità, di comprensione, ben lontane da una fusionalità dannosa, ma anche da un'eccessiva distanza clinica, viene espresso quel giusto livello di vicinanza in cui i confini si sfiorano, permettendo una relazione supportiva e fruttuosa, immagino di leggere tra le righe:  "ti sono vicino, ti comprendo e sono in grado di accompagnarti nel tuo lavoro personale, che è il tuo ed io ti supporterò". Viene portata in superficie la vicendevole fiducia necessaria al percorso esplorativo e risolutivo verso il cambiamento, l'empatia imprescindibile per un lavoro di Counseling, la dimensione allegra, il gusto del gioco, ma anche la sua serietà, quale spazio transizionale, senza sminuire la paura e la sofferenza che vivere ed affrontare un disagio comporta. Un giusto bilanciamento tra cuore e ragione credo possa essere il punto di partenza, l'esatta attitudine da sviluppare per intraprendere questa professione, a prescindere dal percorso più "tecnico" da perseguire, il saper possedere la sensibilità materna di accogliere e una risolutività paterna volta all'azione.

http://www.ecomind.it/cos‘e_il_counseling/il_counseling.html

Artcoli estrapolati dallo statuto del CNCP scaricabile qui:
dove è possibile scaricare anche il Codice di etica e deontologia professionale del Counselor


ARTICOLO 5 – NORME DI AUTOREGOLAMENTAZIONE
Il CNCP considera il presente Statuto anche come normativa di autoregolamentazione della qualità professionale a tutela sia dei Counsellor che degli utenti. Per la tutela del cittadino esistono leggi proprie di ogni nazione alle quali il Counsellor, secondo il luogo in cui opera, dovrà fare riferimento.
Entro un anno dalla sua costituzione il CNCP adotterà un Regolamento e un Codice deontologico

ARTICOLO 6 – DEFINIZIONI
Il Counselling è un processo relazionale tra Counsellor e Cliente, o Clienti (individui, famiglie, gruppi o istituzioni).
Il Counsellor è la figura professionale che aiuta a cercare soluzioni di specifici problemi di natura non psicopatologica e, in tale ambito, a prendere decisioni, a gestire crisi, a migliorare relazioni, a sviluppare risorse, a promuovere e a sviluppare la consapevolezza personale su specifici temi. L?obiettivo del Counselling è fornire ai Clienti opportunità e sostegno per sviluppare le loro risorse e promuovere il loro benessere come individui e come membri della società affrontando specifiche difficoltà o momenti di crisi.
Il Cliente è la persona, la coppia, la famiglia o l'organizzazione che richiede di essere aiutata mediante un'opera di supporto, in un percorso formativo o un processo di sviluppo personale inerente una specifica problematica.

ARTICOLO 7  RESPONSABILITA' DEL COUNSELLOR
La relazione di Counselling ha il suo fondamento nel rispetto reciproco definito da precisi confini professionali.
Il Counsellor, consapevole delle differenze personali e culturali, riconosce la libertà del Cliente di esprimere se stesso, i suoi bisogni e le sue credenze, riconosce il suo diritto di autodeterminarsi e di stabilire gli obiettivi per il proprio sviluppo e benessere.
E' responsabilità del Counsellor operare nell'ambito delle competenze che gli sono proprie e per le quali ha avuto una formazione adeguata e certificata.
E' responsabilità del Counsellor farsi carico della propria formazione permanente, del proprio continuo sviluppo personale e professionale e della propria supervisione.
E' responsabilità del consulente rispettare le norme etiche stabilite dal Codice Deontologico, come specificato dall'Art. 5

ARTICOLO 8 – CONTRATTO DI PRESTAZIONE
Il Counsellor definisce tramite l'analisi della domanda l'indicazione elettiva e preferenziale all'intervento di Counselling
La prestazione professionale è regolata da un esplicito e reciproco accordo contrattuale e termina con la conclusione del contratto.
Counsellor e Cliente hanno reciproci diritti e doveri, strutturati in base al Codice Deontologico, che è compito del Counsellor esplicitare. Tali diritti e doveri attengono sia alla relazione professionale in generale sia allo specifico ambito cui la prestazione si riferisce.
Il Counsellor ha discrezionalità nel prendere in carico il Cliente.
La componente economica a carico del cliente deve essere sempre stabilita in modo chiaro nel primo incontro professionale. L'interruzione del rapporto, per qualsivoglia motivo, dovrà essere accompagnato dalle cautele necessarie ad evitare disagi al Cliente.
Sarà cura del Counsellor mantenere la relazione di Counselling entro limiti di tempi, obiettivi e contenuti tali da non creare sovrapposizioni indebite con un trattamento di tipo psicoterapico.
Dopo il termine del contratto mantengono la loro validità le norme del Codice Deontologico riguardanti il segreto professionale nonché quelle tendenti ad evitare ogni strumentalizzazione della relazione a scopi diversi da quelli originari.


La professione di Counselor, al momento, viene regolamentata da associazioni private come il CNCP che ha sede presso l’Istituto di Medicina e Psicologia Sistemica di Napoli, i parametri di accesso all’albo sono piuttosto chiari e rigidi e assolutamente regolamentati, per ora non esiste un albo professionale istituito dalla legge italiana, ma solo albi istituiti regolamentati da private associazioni come il CNCP ai quali lo stato demanda il compito. Questo quindi non significa che non siano ben regolamentati o che lo stato non ne sia a conoscenza, tutt’altro.
Coloro che hanno conseguito il Diploma di Counsellor 1° livello (450 ore) e intendono aprire la partita IVA per l’esercizio della libera professione possono farlo facendo riferimento al codice di classificazione dell’attività professionale: lettera N Sanità e assistenza sociale; numero 85.14.2 con inserimento della dicitura “Attività professionale svolta da counselor“. La dicitura da utilizzare nelle fatture è:Prestazione professionale di counselling o intervento di counselling.

Associazioni private che si occupano della regolamentazione del Counseling e dove è possibile contattare Counselors e Scuole di Counselors in linea con i parametri dettati dalla regolamentazione adottata


Lucilla Loddi
Counseling ad Orientamento Espressivo e Arteterapie
CNCP n°2434